
Moldavia alle prese con la crisi energetica: Transnistria costretta a chiudere le fabbriche
ROMA – Le tensioni geopolitiche e le scelte strategiche di Kiev hanno avuto conseguenze dirette sulla Transnistria, la regione separatista formalmente parte della Moldavia. Il vice-capo del governo transnistriano, Sergei Obolonik, ha annunciato la chiusura di molte fabbriche a causa dello stop dell’Ucraina alle importazioni e al transito di gas russo. Solo gli impianti alimentari continuano a lavorare, mentre il resto dell’industria si ferma di fronte a una crisi energetica senza precedenti.
Il blocco è la conseguenza del mancato rinnovo da parte ucraina dei contratti quinquennali per la fornitura di gas dalla Russia, che sono scaduti il 31 dicembre scorso. Moldavia e Transnistria, storicamente dipendenti dal gas siberiano, si trovano ora in una situazione critica, poiché il metano ha tradizionalmente transitato attraverso l’Ucraina. Obolonik ha avvertito che, se la situazione non si risolverà a breve, potrebbero verificarsi "cambiamenti irreversibili" nelle capacità produttive delle imprese locali.
L’assenza delle forniture di gas russi non solo colpisce il settore industriale, ma ha anche conseguenze economiche significative. Fino a oggi, l’Ucraina ha tratto vantaggio dalle tariffe di transito, arrivando a guadagnare fino a un miliardo di dollari l’anno, ma ora si prevede che Mosca potrebbe subire perdite di circa cinque miliardi di dollari all’anno a causa del mancato rinnovo.
La ristrutturazione degli approvvigionamenti energetici è emblematicamente connessa alla più ampia crisi in corso. Con la Moldavia sempre più orientata verso ovest, il governo mira a soddisfare il 60% del proprio fabbisogno energetico tramite acquisti dalla Romania. Questo cambiamento rappresenta un passo decisivo nella transizione dell’Europa verso una minore dipendenza dalle forniture russe, incrementando al contempo la collaborazione con gli Stati Uniti.
Il futuro della Transnistria rimane incerto, con Obolonik che ha sottolineato come sia prematuro prevedere gli sviluppi futuri. Con il conflitto militare che continua a imperversare, le prospettive per la regione e per l’intera Moldavia sono più instabili che mai, lasciando molti a interrogarsi sull’equilibrio energetico e politico di un’area già fragilmente definita.