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Goggia critica Sinner: “Rifiutare l’invito del Presidente della Repubblica è inaccettabile”
Il mondo dello sport italiano è nuovamente al centro dell’attenzione, non solo per le prestazioni atletiche ma anche per le polemiche che ne derivano. Sofia Goggia, stella dello sci alpino, ha espresso un giudizio severo nei confronti del giovane tennista Jannik Sinner, riguardo al suo rifiuto di partecipare a un incontro al Quirinale con il Presidente della Repubblica. "Sarei andata perché il presidente della Repubblica è la più alta carica dello Stato. Ho un rispetto massimo verso le istituzioni, di cui tra l’altro faccio parte nella Guardia di Finanza. L’invito è un motivo di orgoglio immenso e, per come vivo io, non è nemmeno lontanamente concepibile pensare a un rifiuto."
In un’intervista rilasciata a Repubblica, Goggia ha parlato non solo delle istituzioni, ma anche del concetto di sportività e della distinzione tra atleta e personaggio. Secondo l’atleta, esiste un confine labile tra essere un campione e diventare un’icona. "Non vedo una distinzione tra la persona e il personaggio. Prima devi ottenere i risultati, poi se riesci a esprimere te stessa nella tua autenticità allora diventi personaggio." La campionessa ha anche condiviso qualche ricordo del suo percorso, rivelando la sua determinazione sin dai tempi della gioventù: "A un allenatore dissi ‘mi sento la discesista più forte al mondo’."
Un tema centrale è stato anche il confronto con Federica Brignone, con la quale ha vissuto una rivalità che ha segnato il panorama dello sci italiano. Goggia ha enfatizzato che la competizione non deve essere vista come un antagonismo distruttivo ma piuttosto come un potente volano per il successo. "Io e Federica non siamo lo yin e lo yang dello sci," ha dichiarato, aggiungendo che "due forze così importanti, se unite, amplificano ancora di più i loro risultati."
Tuttavia, l’atleta è critica nei confronti della mentalità sportiva prevalente in Italia, che tende a creare divisioni tra i tifosi. “Ci sono i pro Goggia e i pro Brignone. Si crea un’aspettativa tale che se arrivi seconda, terza o quarta la gente pensa che siano gare andate male." Questa cultura sportiva, secondo Goggia, è "un po’ retrograda, da bar sport," e riflette una necessità di rivalità che potrebbe essere superata da una maggiore armonia.
Concludendo, l’intervento di Sofia Goggia non è solo una critica alla scelta di Sinner, ma rappresenta un appello a un cambiamento di mentalità nel mondo sportivo italiano, in cui il rispetto per le istituzioni e la valorizzazione del confronto sano possano andare di pari passo con il successo individuale.