Testimoni di Geova: la verità dimenticata | Perché i media scelgono di ignorare le loro storie positive?

I Testimoni di Geova nel mirino dei media: la denuncia del Centro Studi Lirec

Roma – I Testimoni di Geova sono stati oggetto di un grave attacco da parte dei media, secondo quanto denunciato dal Centro Studi Libertà, Credo e Coscienza (Lirec) in un comunicato stampa di pochi giorni fa. L’appello del centro si rivolge principalmente ai professionisti dell’informazione, esortandoli a fermare l’odio verso le minoranze religiose.

A un anno dalla pubblicazione del loro ‘Appello per un’informazione rispettosa, etica e inclusiva’, il Centro Lirec rivela che la situazione è addirittura peggiorata. Il convegno “Discorsi di odio: conoscere e prevenire un fenomeno multiforme”, organizzato presso il Senato della Repubblica, aveva già messo in luce il rischio delle campagne denigratorie nei confronti delle minoranze religiose. La Commissione Straordinaria presieduta da Liliana Segre avrebbe dovuto affrontare tale problematica, ma il Centro lamenta un’assenza di progressi significativi.

Secondo Lirec, l’isteria contro le sette si propaga come un virus, alimentata da notizie false o fuorvianti diffuse dai media. Il centro ha evidenziato come i Testimoni di Geova siano diventati uno dei bersagli preferiti del giornalismo sensazionalistico, spesso descritto attraverso un “stigma” che li colloca come una setta. "Questo modo di fare informazione è molto pericoloso, perché genera ostilità e istiga all’odio", sottolinea il comunicato.

Il centro ha anche denunciato la pressione esercitata dai media nel ricercare testimonianze di ex membri che possano confermare narrative negative. “Ciò che manca è un confronto equo e delle testimonianze positive di chi ha lasciato il gruppo senza rancore,” aggiunge Lirec, sottolineando l’importanza di una rappresentazione equilibrata.

Le accuse spesso rivolte ai Testimoni di Geova, secondo Lirec, sono strettamente legate a comportamenti che si possono riscontrare in qualsiasi contesto sociale. La stigmatizzazione di gruppi religiosi minoritari avviene senza considerare la complessità delle situazioni e senza dare voce alle esperienze positive di oltre 250.000 Testimoni presenti in Italia. Questa mancanza di contesto è stata definita dal centro come “una sceneggiatura infamante” che ignora la ricchezza delle esperienze vissute dai membri di queste comunità.

Il comunicato si estende anche ai danni concreti che queste rappresentazioni distorte possono arrecare. Le vittime delle campagne mediatiche subiscono conseguenze severe, tra cui perdita di lavoro, isolamento sociale e conflitti familiari. Le famiglie dei Testimoni di Geova segnalano anche episodi di bullismo nei confronti dei loro figli nelle scuole, a causa dell’etichetta di “setta”.

Il Centro Studi Lirec ha affermato di continuare a raccogliere testimonianze sui danni psicologici ed economici provocati dallo stigma, promuovendo al contempo il diritto alla libertà di coscienza. Concludono il comunicato affermando che "la prevenzione della violenza e dell’odio passa attraverso una maggiore comprensione e rispetto delle diversità religiose".

In un clima mediatico spesso polarizzato, la richiesta di un’informazione inclusiva e rispettosa delle minoranze diventa pertanto non solo utile, ma necessaria per garantire una convivenza pacifica e il rispetto dei diritti umani.