
Blitz Antimafia a Catania: Arrestato il Deputato Regionale Giuseppe Castiglione
PALERMO – Un’operazione di grande portata ha colpito oggi il clan mafioso Santapaola-Ercolano, rivelando infiltrazioni dirette nelle istituzioni siciliane. Tra gli arrestati figura anche il deputato regionale Giuseppe Castiglione, membro della commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana (Ars) e leader del gruppo Popolari e autonomisti a Sala d’Ercole.
L’operazione, condotta dai carabinieri del Ros con il coordinamento della procura di Catania, ha visto coinvolti non solo Castiglione, ma anche altri politici, come il consigliere comunale di Sicilia Futura a Misterbianco, Matteo Marchese. Accuse gravi pesano su di loro, con l’accusa di aver intrecciato rapporti illeciti con il clan mafioso.
I dettagli dell’inchiesta sono sconcertanti: secondo la procura di Catania, Castiglione avrebbe accettato promesse di voti in cambio della realizzazione degli interessi del clan. In particolare, gli inquirenti sottolineano che le contrattazioni riguarderebbero l’affidamento di lavori pubblici e servizi connessi alla gestione del cimitero di Catania.
In aggiunta a Castiglione e Marchese, tra gli arrestati si trovano il sindaco di Ramacca, Nunzio Vitale, e il consigliere comunale della stessa cittadina, Salvatore Fornaro. Entrambi avrebbero beneficiato del sostegno elettorale di Cosa Nostra alle recenti elezioni amministrative, stipulando un accordo, secondo cui avrebbero dovuto offrire lavori pubblici a ditte indicate dalla mafia in cambio di voti.
L’operazione ha visto l’impiego di oltre cento militari, con arresti effettuati anche in altri comuni e città, come Palagonia e Bologna. Complessivamente, sono 15 i capi d’imputazione contestati. A testimonianza della portata dell’inchiesta, sono stati sequestrati beni per un valore di quasi trecentomila euro, tra cui due aziende di onoranze funebri.
L’azione ha messo in luce la capacità di infiltrazione del clan Santapaola-Ercolano nelle istituzioni locali, sottolineando come i politici, spesso sostenuti attraverso alleanze elettorali, fossero complici nel permettere lo sviluppo di attività illecite. L’organigramma del gruppo criminale del Castello Ursino è stato ricostruito, con Ernesto Marletta identificato come uno dei capi e Rosario Bucolo come l’organizzatore dell’operazione.
Questa operazione non solo colpisce un gruppo mafioso radicato nel territorio siciliano, ma solleva interrogativi inquietanti sulla permeabilità delle istituzioni locali alla criminalità organizzata. La risposta della magistratura e delle forze dell’ordine potrebbe rappresentare un punto di svolta nella battaglia contro la mafia in Sicilia.