
Israele: 162 medici di Gaza in carcere, 24 dispersi. La denuncia dell’ONG Healthcare Workers Watch
ROMA – Israele continua a detenere 162 medici provenienti da Gaza secondo l’ong palestinese Healthcare Workers Watch (HWW). Questo numero preoccupa non solo per la sua entità, ma anche perché include alcuni dei professionisti sanitari più rispettati della Striscia. In aggiunta, 24 operatori sanitari risultano scomparsi, facendo temere il peggio dopo essere stati prelevati dai loro ospedali durante il conflitto.
Muath Alser, direttore di HWW, ha dichiarato che le detenzioni di medici rappresentano arresti illegali ai sensi del diritto internazionale. Ha evidenziato come la loro assenza stia avendo un impatto devastante sulla salute della popolazione, che si trova priva di cure fondamentali. "Colpire il personale medico in questo modo sta portando a sofferenze indicibili", ha affermato Alser, sottolineando come queste pratiche possano causare morti evitabili e la scomparsa di intere specializzazioni mediche.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha confermato che, dall’inizio della guerra, almeno 297 operatori sanitari sono stati arrestati dall’esercito israeliano. Tuttavia, HWW sostiene che il numero reale sia ancora più alto, con almeno 339 medici e paramedici detenuti. L’OMS ha espresso profonda preoccupazione per il trattamento riservato a questi detenuti, manifestando allerta in merito alle denunce di violenze sistematiche e maltrattamenti all’interno delle carceri israeliane.
Il Guardian, in collaborazione con l’Arab Reporters for Investigative Journalism, ha raccolto testimonianze inquietanti da parte di sette medici di alto profilo, i quali hanno raccontato di essere stati prelevati illegalmente da ospedali e ambulanze. Questi professionisti sanitarî hanno denunciato di essere stati sottoposti a torture estenuanti, percosse e privazioni alimentari, vivendo in condizioni disumane nelle carceri israeliane.
Tra le voci più toccanti, quella del dottor Mohammed Abu Selmia, direttore dell’ospedale al-Shifa, che ha trascorso sette mesi in prigione. “Anche se parlassi per ore, racconterei solo una minima parte di quello che ho vissuto. Sono stato picchiato con calci, pugni e calci di fucile, assalito dai cani. Non c’era cibo, igiene, acqua né bagni. Ho visto persone morire lì dentro", ha dichiarato il medico, rivelando una realtà agghiacciante.
Non è solo il numero dei medici detenuti a essere allarmante, ma anche il tragico destino di alcuni di loro. Due fra i più noti professionisti, Iyad al-Rantisi e Adnan al-Bursh, sono morti mentre erano sotto custodia israeliana, gettando ulteriori ombre sulle condizioni di detenzione e sul rispetto dei diritti umani.
La situazione a Gaza continua a essere critica. La vita di molti operatori sanitari è appesa a un filo, mentre la popolazione civile paga il prezzo di un conflitto che sembra non avere fine.