Italia pronta a spendere il 2,5% del Pil per la Difesa | Meloni sta davvero seguendo le orme di Trump?

L’Italia sul cammino di un significativo incremento delle spese militari: alla ricerca della legittimità internazionale

ROMA – Giorgia Meloni, seguendo le orme del suo alleato statunitense Donald Trump, sembra pronta a incrementare le spese militari italiane fino al 2,5% del Pil. Questa strategia ambiziosa, che si affaccia come un nuovo capitolo nella storia della politica difensiva del paese, è stata rivelata all’ambiente economico nazionale dal Corriere della Sera.

Secondo fonti del giornale, il piano del governo Meloni è attualmente in discussione presso il Ministero dell’Economia. Questa manovra potrebbe comportare un incremento di circa 20 miliardi di euro, un aumento significativo rispetto all’attuale indice di spesa, fissato all’1,56%. Tuttavia, il governo attende ancora il benestare tecnico del Consiglio europeo per scorporare queste spese dal Patto di Stabilità, un passaggio che potrebbe richiedere fino a un mese.

In questo contesto, Meloni si propone di mantenere l’Italia al passo con le richieste della Nato, organizzazione che sta esprimendo sempre più urgentemente la necessità di un aumento del contributo finanziario da parte degli Stati membri europei. “L’Italia è pronta a fare la sua parte,” afferma la premier, evidenziando un’intenzione politica chiara, anche se circondata da incertezze finanziarie.

La decisione rappresenta non solo un impegno verso la sicurezza collettiva, ma un passo strategico per la credibilità di Giorgia Meloni a livello internazionale. In un mondo in continua evoluzione, gli USA stanno ridefinendo il loro approccio alla sicurezza, puntando a una nuova leadership nell’ambito della Nato che, secondo le indiscrezioni, potrebbe passare sotto il comando britannico.

Inoltre, dalle informazioni trapelate, pare che gli Stati Uniti abbiano comunicato riservatamente ai membri dell’Unione Europea riguardo i futuri orientamenti dell’Alleanza Atlantica nei confronti della Russia, suggerendo un cambiamento sostanziale rispetto all’attuale postura. Questa crescente pressione internazionale contribuisce a plasmare un panorama di difesa dove l’alleanza tra i Paesi diventa sempre più cruciale.

In sintesi, l’Italia è di fronte a una scelta strategica significativa, che non solo definirà il suo ruolo nel contesto della sicurezza europea, ma influenzerà anche le dinamiche interne alla politica italiana. Il tempo che ci separa dal via libera del Consiglio europeo sarà cruciale per stabilire i contorni definitivi di questo ambizioso programma di spesa militare.