850 mila famiglie in crisi: l’assegno di inclusione delude le aspettative | Scopri perché il reddito di cittadinanza era più vantaggioso!

L’assegno di inclusione impoverisce 850 mila famiglie ‘povere’: in fumo quasi 3 mila euro l’anno

ROMA – Secondo un recente rapporto dell’Istat, il passaggio dal Reddito di Cittadinanza all’Assegno di Inclusione (ADI) potrebbe rivelarsi un’ulteriore sconfitta per le famiglie italiane in difficoltà. Si stima che 850mila famiglie, corrispondenti al 3,2% delle famiglie residenti in Italia, abbiano subito un notevole peggioramento del proprio reddito. La perdita media annuale per queste famiglie si aggira attorno ai 2.600 euro, una cifra significativa che va a colpire in particolare le fasce più vulnerabili.

Infatti, circa il 75% di queste famiglie ha perso del tutto il diritto al beneficio, mentre il restante 25% ha risentito in modo negativo del nuovo metodo di calcolo adottato per l’ADI. Questa situazione genera una preoccupazione crescente tra le famiglie che già si trovano ad affrontare difficoltà economiche e sociali.

Il rapporto dell’Istat non solo mette in luce la diminuzione dei redditi, ma evidenzia anche una disparità nella redistribuzione delle risorse. Per 400mila famiglie, il passaggio al nuovo sistema non ha comportato significative variazioni, in quanto continuano a ricevere lo stesso importo del beneficio precedente. Tuttavia, esiste un gruppo più ristretto – circa 100mila famiglie – che, grazie al diverso trattamento dei componenti con disabilità, riesce a ottenere un vantaggio economico di circa 1.200 euro.

Le notizie negative non si fermano qui. L’analisi del contesto economico attuale, segnata dall’aumento dell’inflazione e del costo della vita, aggrava ulteriormente le condizioni già precarie di molte famiglie. Il rialzo dei prezzi, in particolare per beni di consumo essenziali, rende difficile affrontare la quotidianità anche per coloro che avevano trovato sostentamento tramite le misure assistenziali precedenti.

La transizione dall’indennità di sostegno precedente si dimostra quindi un passo indietro, piuttosto che un aiuto concreto per l’inclusione sociale e il sostegno ai più bisognosi. È fondamentale che il governo riveda le politiche di sostegno per garantire un’efficace protezione delle famiglie vulnerabili e una redistribuzione più equa delle risorse. L’auspicio è che le istituzioni si facciano portavoce delle esigenze reali delle famiglie italiane, per non lasciare indietro chi si trova già in difficoltà.