Caro energia: il governo stanzia 3 miliardi ma il problema persiste | È davvero la soluzione o solo un palliativo?

Caro bollette, necessaria una revisione degli oneri di sistema: il dibattito in corso al Cnpr Forum

NAPOLI – La questione del caro energia torna prepotentemente al centro del dibattito politico ed economico italiano, con gli oneri di sistema considerati una delle principali cause dei rincari. Durante il Cnpr Forum "Luce e gas, torna l’allarme bollette: quali misure per famiglie e imprese", il deputato di Fratelli d’Italia, Andrea Mascaretti, ha sottolineato l’urgenza di rivedere questi oneri, affermando che il governo ha stanziato tre miliardi di euro per contrastare l’aumento dei costi.

Mascaretti ha evidenziato gli effetti della dipendenza dal gas russo, l’assenza di centrali nucleari in Italia e le politiche europee che privilegiano la sostenibilità ambientale, senza considerare il carico economico che queste scelte comportano per i cittadini. Con un contributo previsto di 200 euro per le famiglie con un ISEE fino a 25mila euro, il governo cerca di offrire un aiuto immediato.

In contrasto, lì intervento di Antonio Misiani del Partito Democratico ha portato all’attenzione che proprio questo intervento del governo sia avvenuto in ritardo. “Gli aumenti costanti di luce e gas erano già stati segnalati durante la legge di bilancio, e ora stiamo assistendo a una soluzione che rimane insufficiente.” Misiani ha anche criticato la mancanza di misure strutturali per ridurre il costo dell’energia elettrica, il più alto d’Europa.

Prospettive di pace e segni di un possibile calo dei prezzi sono stati menzionati anche dal deputato Luca Squeri di Forza Italia, il quale ha sottolineato come l’attuale crisi energetica sia aggravata dalla chiusura delle forniture di gas dalla Russia. Squeri ha comunque espresso un cauto ottimismo circa la possibilità di un’uscita dall’emergenza energetica grazie a fattori esterni, come le imminenti condizioni climatiche estive.

Nel dibattito è emersa con forza la priorità di investire nelle fonti energetiche rinnovabili, a partire da Devis Dori di Alleanza Verdi Sinistra, il quale ha avvertito che oltre due milioni di famiglie italiane stanno affrontando una povertà energetica, costrette a rinunciare al riscaldamento per far fronte ai costi esorbitanti delle bollette.

Misure urgenti per proteggere le fasce più vulnerabili sono state richieste anche da Mario Chiappuella, commercialista ed esperto in materia. “Tra il 2019 e il 2024, il costo dell’energia è aumentato del 107%, un incremento ben più elevato rispetto a Francia, Spagna e Germania”, ha evidenziato Chiappuella, sottolineando la necessità di affrontare seriamente il tema dell’autosufficienza energetica.

Le conclusioni della tavola rotonda sono state affidate a Paolo Longoni, che ha descritto il sistema tariffario dell’energia in Italia come “complesso e difficile da governare”. Ha messo in evidenza l’esigenza di rivedere gli oneri di sistema, che coprono costi legati alla sicurezza delle centrali precedentemente attive e incentivi per le rinnovabili. “Un aumento di tali oneri per finanziare agevolazioni ai più deboli rischia di creare un corto circuito,” ha avvertito Longoni, evidenziando il paradosso legato agli extra profitti delle aziende energetiche, le quali continuano a guadagnare anche in un contesto di crescente disagio economico per i consumatori.

Il dibattito è dunque solamente all’inizio: la sfida della sostenibilità e dell’equità economica rimane aperta, in attesa di un intervento governativo più incisivo e strutturato.