Oltre 412 morti in 24 ore a Gaza | Il silenzio assordante dei media italiani lascia senza parole!

Gaza, Rete Napoli per la Palestina scende in piazza: “Fermare il massacro”

NAPOLI – Ieri pomeriggio, in largo Berlinguer, si è tenuta una manifestazione organizzata dalla Rete Napoli per la Palestina, che ha visto la partecipazione di numerosi attivisti pronti a far sentire la loro voce contro il conflitto in corso in Medio Oriente. Con uno slogan chiaro e diretto, i manifestanti hanno chiesto di “fermare il massacro in Palestina”, evidenziando la grave situazione in cui si trova la popolazione palestinese.

“Scendiamo in piazza perché non possiamo rimanere indifferenti di fronte al genocidio”, hanno dichiarato gli organizzatori, sottolineando che “l’oppressione e la violenza che il popolo palestinese subirà saranno utilizzate contro tutte le comunità indigene, nere e marginalizzate nel mondo”. Questa dichiarazione riassume il senso di solidarietà globale che il movimento intende promuovere nei confronti di tutte le popolazioni oppresse dal potere.

Durante la manifestazione, gli attivisti hanno denunciato i drammatici eventi accaduti nelle ultime 24 ore, con oltre 412 persone uccise nella Striscia di Gaza. “Questa notte Israele ha nuovamente violato il cessate il fuoco, perpetrando un massacro di civili”, hanno avvertito, richiamando l’attenzione su un’escalation di violenza che sembra non avere fine e sfuggire al controllo dei media mainstream, che secondo loro sono colpevolmente silenziosi su questi eventi.

La denuncia non si è fermata alla condanna degli attacchi israeliani, ma ha anche colpito il sostegno internazionale, in particolare quello degli Stati Uniti, accusati di essere complici in quanto continuano a fornire supporto militare e logistico a Israele. “Dal primo giorno di cessate il fuoco, Israele ha ripetutamente violato gli accordi a danno del popolo palestinese”, hanno aggiunto, menzionando il blocco degli aiuti e il divieto di accesso a materiali essenziali per la ricostruzione delle infrastrutture devastate dal conflitto.

La Rete Napoli per la Palestina non si è limitata a esprimere richieste, ma ha anche voluto mettere in evidenza il ruolo del governo italiano. “Oggi, le istituzioni italiane si rivelano complici del genocidio, utilizzando i nostri porti, i nostri spazi aerei e le armi prodotte nel nostro Paese”, hanno affermato, sottolineando la necessità di un cambiamento immediato nella politica estera italiana riguardo al conflitto israelo-palestinese.

In un’epoca di crescente tensione e violenza, i leader israeliani estremisti continuano a festeggiare il massacro, promettendo di intensificare i bombardamenti sulla Striscia di Gaza. Questo scenario drammatico richiede una riflessione collettiva, tanto a livello locale quanto globale, sulla responsabilità di ogni nazione nell’affrontare le ingiustizie e nel proteggere i diritti umani.

La manifestazione di Napoli, dunque, si configura come un appello non solo per la pace in Palestina, ma anche per una più ampia giustizia sociale e un approfondimento della solidarietà internazionale.