Meloni sostiene Trump e critica l’Europa | Qual è il vero obiettivo della premier?

Meloni difende Trump e critica il Manifesto di Ventotene: la posizione dell’Italia nel dibattito europeo

ROMA – La premier Giorgia Meloni ha fatto il suo intervento alla Camera dei Deputati, riaccendendo il dibattito sulla geopolitica internazionale e sulla direzione futura dell’Unione Europea. Durante le sue repliche, Meloni ha espresso un chiaro sostegno nei confronti del presidente statunitense Donald Trump, definendolo un "leader forte" capace di "porre le condizioni per garantire una pace giusta e dura". "Non vedremo scene di debolezza" ha affermato, in riferimento a quanto accaduto in altri contesti, suggerendo una critica velata verso le posizioni più concilianti.

Nell’ambito della discussione sul Consiglio Ue, Meloni ha lasciato intendere che l’Italia non intende seguire ciecamente le indicazioni sia degli Stati Uniti che dell’Europa. "Io sto sempre con l’Italia, non seguo pedissequamente né l’Europa né gli Usa", ha sottolineato, ribadendo la necessità di una politica estera che tenga conto delle peculiarità nazionali e della compattezza dell’Occidente. Tuttavia, la premier ha esplicitato la sua contrarietà a inviare truppe italiane in Ucraina, rispondendo a chi sostiene che l’Italia debba allinearsi alle proposte di Macron e Starmer.

Meloni ha attaccato anche la proposta del Partito Democratico riguardante la difesa europea, sostenendo che essa possa portare a una centralizzazione delle decisioni che non giova né agli interessi nazionali né al settore della difesa. "Non mi è chiarissima neanche la proposta del Pd… si parla di spendere le stesse risorse decidendo a Bruxelles come si spendono" ha affermato, criticando l’approccio che, a suo avviso, potrebbe danneggiare le industrie italiane.

A far discutere è stata anche la sua posizione riguardo il Manifesto di Ventotene, documento emblematico per l’unità europea. Meloni ha esclamato: "Non so se questa è la vostra Europa, ma certamente non è la mia". Durante il suo intervento, ha citato alcuni passaggi salienti del manifesto, evidenziando frasi che parlano di "rivoluzione socialista" e "abolizione della proprietà privata". Queste citazioni sono state utilizzate dalla premier per giustificare la sua avversione al documento, ritenuto non in linea con le attuali esigenze e valori italiani.

"Spero che tutte queste persone [che hanno invocato il Manifesto a Piazza del Popolo] in realtà non abbiano mai letto il Manifesto di Ventotene", ha concluso Meloni, lasciando intendere che tali posizioni potrebbero essere pericolose per il futuro dell’Europa.

In questo contesto di tensioni interne ed esterne, la premier ha messo in chiaro che la priorità del suo governo rimane quella di proteggere gli interessi nazionali e favorire un approccio più pragmatico e sostenibile agli investimenti in difesa e sicurezza. Con una chiara richiesta di chiarezza da parte del suo avversario politico, Elly Schlein, Meloni ha ribadito la necessità di un dibattito serio e profondo sulle scelte future del Paese.

L’Italia, dunque, naviga in acque agitatesi, con la premier che, tra sostegno a Trump e critiche a posizioni storiche europee, cerca di definire un nuovo corso politico che rispecchi le esigenze e le aspirazioni nazionali.