Prodi sbotta e afferra i capelli della giornalista | È davvero accettabile l’aggressione verso la stampa?

Prodi in crisi: il confronto con una giornalista si trasforma in uno scontro verbale e fisico

Ventotene, 22 marzo 2025 – Un episodio imprevisto ha scosso l’incontro di presentazione del libro ‘Il dovere della speranza’, scritto dall’ex primo ministro Romano Prodi insieme a Massimo Giannini presso l’Auditorium di Roma. Durante la rassegna ‘Libri Come’, una domanda della giornalista Lavinia Orefici di Quarta Repubblica ha provocato la reazione evidente e rabbiosa dell’ex premier, generando un clima di tensione che si è rapidamente trasformato in un gestaccio inaccettabile.

“Ma che cavolo mi chiede?” è stata la reazione di Prodi alla richiesta di chiarimenti su un passaggio controverso del ‘Manifesto di Ventotene’, in cui si parla di abolizione della proprietà privata. L’intervento della giornalista ha fatto infuriare Prodi, il quale ha risposto in modo aggressivo, sostenendo che le sue parole erano misconosciute e travisate. “Questo è far politica in modo volgare,” ha aggiunto, alzando il tono della voce.

Tuttavia, la situazione è degenerata quando Orefici ha rivelato di essere stata aggredita fisicamente: “Il Presidente Prodi ha preso una ciocca dei miei capelli e l’ha tirata,” ha dichiarato la giornalista, visibilmente scossa. Questo gesto ha lasciato gli astanti increduli e ha sollevato preoccupazioni riguardo all’appropriato comportamento di una figura pubblica in una situazione di confronto diretto.

Il gesto, descritto come "scioccante" dallo stesso team di Rete4, ha suscitato un’ondata di solidarietà nei confronti della collega. Nicola Porro, noto giornalista, ha sottolineato che “mettere le mani addosso a una giornalista non si è mai visto” e ha evidenziato l’inadeguatezza della reazione di Prodi, a dispetto del suo passato politico.

Dura anche la reazione del sindacato Unirai, che ha espresso la sua solidarietà a Orefici, condannando l’atteggiamento maschilista e ribadendo l’importanza di trattare i giornalisti con rispetto, indipendentemente dalle circostanze. “Dispiace che Prodi non si sia scusato pubblicamente,” ha dichiarato il sindacato, richiamando l’attenzione sulle problematiche legate al trattamento riservato alle donne nel mondo del lavoro.

Questo evento ha acceso i riflettori non solo sull’ex premier e le sue reazioni, ma anche su temi più ampi legati alla libertà di stampa e al rispetto del lavoro giornalistico. Mentre il video dell’incidente circola sui social media, molti chiedono una riflessione più profonda su come la politica e il giornalismo interagiscono, specialmente attraverso il prisma di un comportamento professionale e rispettoso.