
Fondi tagliati all’improvviso: 1,3 milioni di bambini a rischio in Etiopia e Nigeria
Roma – L’Unicef lancia un allarme urgente riguardo alla crescente crisi della malnutrizione infantile in Etiopia e Nigeria. L’organizzazione ha denunciato la riduzione drastica e improvvisa dei finanziamenti, mettendo a rischio la vita di circa 1,3 milioni di bambini sotto i cinque anni. Secondo i dati forniti nel comunicato, le conquiste faticosamente ottenute nella lotta contro la malnutrizione “vengono vanificate” proprio a causa di questo calo dei fondi, che ha colpito in modo imprevisto e grave l’operato dei partner umanitari.
Kitty van der Heijden, Vicedirettrice generale dell’Unicef, ha visitato personalmente le zone più colpite, come la regione di Afar in Etiopia e Maiduguri in Nigeria, rivelando le devastanti conseguenze della crisi dei finanziamenti. “La vita di milioni di bambini è in pericolo” – ha affermato, sottolineando che il problema non è solo la quantità dei finanziamenti tagliati ma anche il modo in cui sono stati gestiti, lasciando poche possibilità di rispondere a una situazione già critica.
In Etiopia, le unità mobili di salute e nutrizione che forniscono assistenza salvavita sono gravemente sotto organico. Solo sette delle trenta unità operative ad Afar riescono a lavorare in condizioni di emergenza, ricevendo il sostegno necessario. Queste squadre sono fondamentali per garantire trattamenti essenziali, vaccini e farmaci a bambini che vivono in zone remote, dove l’accesso ai servizi sanitari è quasi nullo.
Le previsioni sono inquietanti: senza un’immediata iniezione di nuovi fondi, a maggio l’Unicef rischia di esaurire completamente le scorte di alimenti terapeutici per il trattamento della grave malnutrizione. Circa 74.500 bambini in Etiopia e 80.000 in Nigeria ricevono cure mensili che potrebbero cessare, lasciandoli vulnerabili a condizioni potenzialmente letali. “È fondamentale non focalizzarsi solo sul trattamento dei bambini già malnutriti; devono essere attivati programmi che prevenano la malnutrizione inizialmente”, ha aggiunto van der Heijden.
La crisi dei finanziamenti, tuttavia, non si limita ai due Paesi africani. L’Unicef stima che nel 2025 oltre 213 milioni di bambini in 146 nazioni necessiteranno di urgentemente assistenza umanitaria. Ogni interruzione delle attività vitali dell’Unicef può avere conseguenze devastanti, soprattutto in un periodo in cui le necessità sono già acuiti.
L’appello dell’Unicef si rivolge dunque ai leader mondiali per accelerare l’azione per garantire il supporto ai più vulnerabili. “Investire nella sopravvivenza e nel benessere dei bambini non è solo eticamente giusto, ma è anche la scelta economica più vantaggiosa”, ha concluso van der Heijden, evidenziando l’importanza di azioni tempestive e responsabili per salvaguardare il futuro delle nuove generazioni.