
Giornalisti della Dire: Quarto Sciopero in un Mese per il Mancato Pagamento degli Stipendi
ROMA – L’agenzia Dire è tornata a scendere in piazza per il quarto sciopero nel mese di marzo, a causa del mancato pagamento degli stipendi. Domani, martedì 25 marzo, l’Assemblea dei redattori e il Comitato di redazione (Cdr) hanno proclamato una nuova giornata di mobilitazione, evidenziando una situazione insostenibile che sta mettendo a dura prova la dignità dei professionisti del settore.
Dopo due mesi senza retribuzioni, le giornaliste e i giornalisti chiedono con forza all’azienda e all’editore di saldare il dovuto. Nonostante le promesse e gli impegni presi dal Dipartimento per l’Editoria, i fondi per gli stipendi arretrati non sono stati ancora sbloccati dall’azienda, costringendo oltre 80 famiglie a vivere in una condizione di crescente incertezza economica.
La situazione si fa sempre più critica. Con l’agenzia che non ha erogato stipendi dall’inizio dell’anno, i lavoratori si trovano di fronte a un vero e proprio ‘sciopero’ degli stipendi da parte della dirigenza. Questo porta i redattori a una mobilitazione necessaria, per far sentire la propria voce e rivendicare i diritti che gli spettano.
Nonostante le difficoltà legate alla gestione passata, i lavoratori hanno espresso la volontà di collaborare con l’attuale proprietà , sottolineando però che è fondamentale il pagamento immediato degli stipendi, che nei casi degli ex sospesi di gennaio 2024, arrivano a quasi tre mensilità arretrate. L’Assemblea ha annunciato che domani segna l’inizio di un pacchetto di cinque giorni di sciopero, evidenziando la determinazione del corpo redazionale a farsi sentire.
Mentre il Dipartimento per l’Editoria si è impegnato a velocizzare le procedure di sblocco dei fondi, i lavoratori non possono più aspettare, e si appellano affinché le promesse diventino azioni concrete. La loro dignità , la sicurezza economica e il futuro professionale sono in gioco, e la lotta continua fino a quando non verrà riconosciuto il loro lavoro e non verranno saldati i debiti.
In questo contesto, la mobilitazione dei giornalisti della Dire rappresenta non solo una protesta per i diritti di una singola agenzia, ma è anche un potente richiamo all’attenzione su problemi più ampi che affliggono il mondo dell’informazione e l’intera categoria del giornalismo. La solidarietà e il supporto da parte della comunità sono ora più cruciali che mai.