
Enormi progressi per l’oncologia femminile in Lazio: il ruolo del dipartimento di Epidemiologia
Il settore della salute in Lazio ha registrato significativi avanzamenti nel trattamento dell’oncologia femminile. "Sicuramente anche grazie alla presenza del dipartimento di Epidemiologia, nella regione Lazio ci sono stati enormi progressi nel trattamento dell’oncologia femminile", ha dichiarato Alice Basiglini dell’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) durante il convegno ‘Peramarla. Un percorso virtuoso per la salute delle donne nel Lazio. Prevenzione, diagnosi e cura del tumore al seno’.
L’evento, tenutosi presso la Sala Mechelli della Regione Lazio, è stato organizzato dalla Società italiana di formazione permanente per la medicina specialistica (Sifop) e dal Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana e professionalità dell’area sanitaria (Sumai-Assoprof), con il patrocinio dell’Ordine dei Medici-chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Roma.
L’importanza delle Breast Unit
Basiglini ha sottolineato che, rispetto al 2014, un numero crescente di donne si rivolge alle Breast Unit e ai centri di senologia. Tuttavia, “ancora oggi una donna su cinque viene trattata all’interno di unità operative di reparti che effettuano un volume di attività annuale al di sotto dello standard minimo”. Questo rappresenta un punto critico che potrebbe minare la sicurezza e l’efficacia dei trattamenti.
Il ruolo del privato nella cura oncologica
Un aspetto rilevante emerso nel dibattito è la percentuale di donne affette da patologie oncologiche trattate al di fuori del Servizio Sanitario Nazionale. Basiglini ha evidenziato come, “una peculiarità tutta italiana”, la gestione privati del percorso di cura delle donne, dallo screening fino al parto, può influire sull’equità di accesso ai servizi sanitari.
In particolare, i dati presentati indicano che “il 32% delle visite ginecologiche erogate da strutture pubbliche è in regime privatistico, dunque in regime di intramoenia”. Questo dato apre una riflessione importante sull’accesso agli screening precoci e alle visite ginecologiche, poiché non è possibile distinguere chiaramente tra visite preventive e quelle successive a problemi clinici.
Un passo avanti, ma molte sfide restano
La situazione attuale, sebbene manifesti progressi notevoli, mostra anche la necessità di ottimizzare ulteriormente i servizi oncologici. “Lo ritengo un dato importante che deve far riflettere anche sull’equità di accesso”, ha concluso Basiglini, sottolineando la continua necessità di migliorare il sistema di assistenza sanitaria dedicato alle donne, in modo che ogni fase del percorso di cura sia accessibile e sicura.
Con questi importanti spunti di riflessione, il convegno ha offerto un’occasione preziosa per discutere e condividere idee su come affrontare le sfide future nel campo dell’oncologia femminile in Lazio.