Il clan Misceo controllava tutto da dietro le sbarre | La mafia può davvero prosperare in carcere?

Il boss del clan Misceo gestiva le operazioni dal carcere: 22 arresti nel blitz di Bari

BARI – Un’operazione congiunta delle forze dell’ordine ha portato all’arresto di 22 soggetti legati al clan Misceo, attivo nella provincia di Bari. Le manette sono scattate questa mattina grazie a un’ordinanza del gip del Tribunale di Bari, emessa su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA). Questa operazione segna un’importante fase della lotta contro la mafia in Puglia, rivelando la capacitĂ  del clan di operare anche dall’interno delle mura carcerarie.

Il clan Misceo, con sede a Noicattaro, era organizzato e capace di coordinare attivitĂ  illecite come traffico di droga e estorsione, grazie all’operativitĂ  di un boss detenuto nel carcere di Secondigliano a Napoli. Le indagini hanno messo in luce un sofisticato sistema di comunicazione, reso possibile dall’uso abusivo di cellulari, che consentiva al boss di mantenere il controllo sulle operazioni del clan, gestendo sia la cassa comune che l’assistenza economica agli associati detenuti.

In totale, gli indagati sono 69 e affrontano ben 67 capi di imputazione, tra cui associazione di tipo mafioso e traffico di stupefacenti. I reati contestati includono due tentati omicidi, 48 delitti legati agli stupefacenti e violazioni in materia di armi. I militari hanno fatto uso di intercettazioni e di osservazione sul campo per raccogliere prove cruciali.

Oltre agli arresti, le forze dell’ordine hanno sequestrato un’ingente quantitĂ  di droga, tra cui 5 kg di cocaina e 21 kg di marijuana. Questa attivitĂ  di indagine ha messo in evidenza come il clan gestisse una vera e propria rete di spaccio, organizzando punti vendita e offrendo assistenza legale agli affiliati arrestati, con contributi economici che variavano da 500 a 1.500 euro mensili a seconda del grado di appartenenza al clan.

La vittoria contro il clan Misceo non si limita agli arresti: l’operazione ha rivelato un potere di intimidazione e controllo sul territorio, creando una sorta di "pax mafiosa" con altri clan rivali per ridurre la violenza e mantenere un mercato degli stupefacenti stabile in un contesto di grave conflittualitĂ .

La capacità di operare dal carcere dimostra che la mafia continua ad adattarsi e trovare modi per esprimere il proprio potere, mettendo in evidenza la necessità di rinforzare le strategie di contrasto da parte delle autorità. La lotta contro la mafia è lungi dall’essere conclusa, ma oggi costituisce un chiaro segnale che le istituzioni non si arrendono.