
Processo ‘Angeli e Demoni’: Il Pm Richiede Oltre 70 Anni di Carcere a Reggio Emilia
REGGIO EMILIA – È stata una giornata cruciale per il processo noto come "Angeli e Demoni", con il pubblico ministero Valentina Salvi che ha chiesto oltre 70 anni di carcere per i 14 imputati coinvolti nella controversa vicenda degli affidi illeciti di bambini a Bibbiano. La requisitoria del Pm si è protratta per ben otto udienze, culminando nella richiesta di pene esemplari.
Al centro dell’attenzione si trova Federica Anghinolfi, ex capo dei servizi sociali della val d’Enza, per la quale Salvi ha richiesto 11 anni e 6 mesi di reclusione, ai quali si aggiungono ulteriori tre anni e sei mesi per reati non connessi. Questa condanna segna un punto di svolta significativo nel caso che ha scosso la comunità locale e sollevato interrogativi sul sistema di protezione dei minori.
A seguire, la seconda richiesta più alta è rivolta a Francesco Monopoli, braccio destro di Anghinolfi, per il quale il Pm ha chiesto 11 anni di carcere più sei mesi. Si segnala inoltre la pena richiesta per Nadia Bolognini, moglie dello psicoterapeuta Claudio Foti, scagionato da tutte le accuse: per lei sono stati richiesti otto anni e tre mesi.
Altre pene richieste riguardano assistenti sociali e mamme affidatarie. Federica Alfieri rischia una condanna di due anni, mentre le affidatarie Fadia Bassmaji e Daniela Bedogni si trovano di fronte a pene di tre anni ciascuna. Le assistenti sociali coinvolte nel presunto giro illecito di affidi hanno ricevuto richieste di pena variabili: da sette anni e sei mesi per Imelda Bonaretti a otto mesi per Flaviana Murru e Valentina Ucchino.
In questo contesto, è importante notare che Claudio Foti, il noto psicoterapeuta, è stato scagionato dalle accuse, mentre il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, è uscito dal processo di primo grado l’anno scorso, colpito da accuse di abuso d’ufficio, reato che è stato successivamente abrogato.
Le richieste presentate oggi in Tribunale rappresentano un passo significativo nella chiusura di un capitolo controverso che ha messo in discussione la protezione sociale dei minori e la condotta delle istituzioni coinvolte. Il processo continuerà a calamitare l’attenzione dell’opinione pubblica, mettendo in luce le delicate dinamiche di un sistema a stretto contatto con la vita di bambini e famiglie vulnerabili.