Trovato il corpo di Ilaria Sula in una valigia | L’orribile verità dietro un femminicidio che sconvolge l’Italia

Ennesimo femminicidio a Roma: trovato il corpo di Ilaria Sula in una valigia

BOLOGNA – La tragica storia di Ilaria Sula, una giovane di 22 anni originaria di Terni, si è conclusa in modo orribile. La studentessa di Statistica presso l’Università di Roma La Sapienza era scomparsa il 25 marzo, e questa mattina è stata ritrovata morta in una valigia, abbandonata in un dirupo nel bosco nel Comune di Poli, a circa 40 chilometri a sud-est della capitale. Dopo una settimana di ricerche, purtroppo, non c’è stato alcun lieto fine.

Le indagini si concentrano sull’ex fidanzato di Ilaria, un giovane di origine filippina con cui la ragazza aveva interrotto recentemente la relazione. Attualmente, egli è in stato di fermo con le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Gli inquirenti stanno cercando di comprendere se sia stato proprio lui a rivelare la posizione del corpo di Ilaria alla Polizia, mentre sono in corso accertamenti in un appartamento in via Homs, nel quartiere Africano, dove la ragazza era stata vista prima della sua scomparsa.

Stando alle prime indiscrezioni, Ilaria sarebbe stata uccisa a coltellate. Fonti di stampa riferiscono che l’ex fidanzato, dopo aver commesso il delitto, avrebbe continuato a utilizzare il cellulare di Ilaria per far credere a familiari e amici che fosse ancora viva. Avrebbe risposto a messaggi e addirittura pubblicato storie sui social network, aggravando ulteriormente la gravità della situazione.

La sera del 25 marzo, giorno della sua scomparsa, Ilaria era uscita di casa alle 21.30 e da quel momento non aveva più dato notizie di sé. Le sue coinquiline, preoccupate per la sua assenza, hanno dichiarato: “Non abbiamo visto nulla di strano. Tuttavia, da allora non l’abbiamo più vista né sentita.” Un dramma che, ancora una volta, sottolinea l’urgenza di affrontare il tema della violenza di genere e del femminicidio nel nostro paese.

La vicenda di Ilaria Sula, purtroppo, non è un caso isolato, e invita a una riflessione collettiva su quanto sia fondamentale dare ascolto e protezione alle donne in situazioni di rischio. Con il passare delle ore, il dolore e la rabbia della comunità aumentano, in attesa di giustizia per una giovane vita stroncata.