Fuga tra le vie di Catania, due giovani arrestati dalla Polizia di Stato
Nella giornata di ieri, due giovani di 22 e 20 anni, originari di Biancavilla, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato di Catania dopo una audace fuga a bordo di un veicolo rubato. L’incidente è avvenuto poco dopo il furto di un’automobile in un centro commerciale sulla strada statale 121, dando vita a una sequenza di eventi che ha messo a rischio la sicurezza pubblica.
Grazie alla tecnologia GPS, gli agenti sono riusciti a rintracciare l’auto rubata. La squadra volanti della Questura ha monitorato gli spostamenti del veicolo, riuscendo a intercettarlo lungo il viale Mario Rapisardi. Alla richiesta di fermarsi, il conducente ha adottato una condotta spericolata, ingranando la retromarcia e tamponando un’auto della Polizia. La fuga a tutta velocità ha portato i due fuggitivi a zigzagare tra le vie affollate della città, esercitando un evidente pericolo per automobilisti e pedoni.
La Sala Operativa ha immediatamente coordinato l’operazione, facendo convergere un altro equipaggio in piazza Risorgimento. Qui, i due giovani hanno colpito un’altra volante della Polizia, danneggiandola ulteriormente. Nonostante il violento impatto, gli agenti hanno prontamente bloccato i due malviventi.
Un gesto significativo è avvenuto durante il tentativo di arresto: il 22enne ha cercato di disfarsi di un dispositivo OBD, noto per essere utilizzato dai ladri di auto per eludere le centraline di accensione. Questo gesto non è passato inosservato, e uno degli agenti ha reagito, trovandosi coinvolto in una violenta colluttazione con il giovane.
Dai primi accertamenti, è emerso che il 22enne era il responsabile del furto dell’auto, mentre il 20enne ha assistito come complice nel tentativo di mettere il veicolo in un luogo sicuro. Dopo l’arresto, i due sono stati identificati e riportati alla sicurezza della Questura.
Il 22enne è stato accusato di resistenza in concorso, furto e per i danni arrecati alla volante, mentre al 20enne è stata contestata la ricettazione. Entrambi ora affrontano un processo in attesa di giudizio. Il Pubblico Ministero ha disposto che i due giovani restino nelle camere di sicurezza della Questura fino alla mattina del processo per direttissima.
Questo episodio solleva interrogativi sulla sicurezza nelle strade cittadine e sull’efficacia delle misure di prevenzione contro i furti di auto, ma dimostra anche la prontezza e l’efficacia delle forze dell’ordine nel contrastare la criminalità.