Divieto di comunicazione per le Pubbliche Amministrazioni in vista del referendum
Il Comune di Palermo ha annunciato la convocazione dei comizi elettorali per il referendum popolare confermativo della legge costituzionale sulle “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e istituzione della Corte disciplinare”, previsto per il 22 e 23 marzo 2026. In concomitanza con questa importante consultazione, entreranno in vigore severe restrizioni riguardanti la comunicazione delle Pubbliche Amministrazioni.
Secondo quanto stabilito dall’articolo 9, comma 1, della Legge 22 febbraio 2000, n. 28, noto anche come legge sulla par condicio, tutte le amministrazioni pubbliche sono vietate di svolgere attività di comunicazione dal momento della convocazione dei comizi fino alla chiusura delle operazioni di voto. Questa misura è stata introdotta per garantire un quadro elettorale equo e imparziale, evitando che le istituzioni possano influenzare l’opinione pubblica.
Le uniche eccezioni a questo divieto riguardano le comunicazioni impersonali e quelle necessarie per il corretto svolgimento delle funzioni pubbliche. Questa limitazione si applica a tutte le forme di comunicazione, al fine di mantenere un’informazione neutra durante il periodo elettorale.
Il referendum si presenta come un momento cruciale dove i cittadini saranno chiamati a esprimere la propria opinione su tematiche giuridiche e istituzionali profonde. L’osservanza delle normative sulla comunicazione è essenziale per garantire che il voto rispecchi una scelta libera e consapevole dei cittadini.
Le Pubbliche Amministrazioni sono così chiamate a prepararsi a questa fase di silenzio comunicativo, dal valore democratico indiscutibile, volta a valorizzare il coinvolgimento diretto del cittadino nel processo decisionale.