Il parroco tra anime e carte: un percorso formativo per il clero siciliano
Dal 11 al 14 novembre 2024, l’istituto dei Padri Passionisti di Mascalucia ha ospitato un’importante iniziativa formativa dedicata alla vita parrocchiale, intitolata “Il parroco tra anime e carte”. Organizzato dal Centro “Madre del Buon Pastore” per la formazione permanente del clero, il corso ha riunito sacerdoti da diverse diocesi siciliane per approfondire le sfide e le responsabilità che caratterizzano il ministero pastorale.
Il corso si è concentrato su due ambiti fondamentali: quello relazionale e quello amministrativo della vita parrocchiale. La prof.ssa Ina Siviglia, docente emerito della Facoltà Teologica di Sicilia, ha aperto i lavori con un intervento sulla necessità di un paradigma di formazione che affondi le radici nella Sacra Scrittura. Secondo la Siviglia, “se non ci impegniamo a favorire un confronto spirituale non c’è crescita”, evidenziando come la laicità giochii un ruolo cruciale nell’attuale contesto sociale.
Il secondo giorno del corso ha visto l’intervento di Padre Giovanni Salonia, che ha guidato una riflessione sul modulo psicologico, ponendo l’accento sulla relazione del parroco con le famiglie. “Camminare insieme superando i conflitti” è stata una delle chiavi di lettura offerte, permettendo ai partecipanti di esplorare l’identità di parroco, genitori e figli in un contesto evolutivo.
Le questioni amministrative della vita parrocchiale sono state affrontate da esponenti di spicco come Mons. Antonio Intergugliemi e don Gianluca Belfiore. Attraverso il loro intervento, è stata chiarita l’importanza di una gestione adeguata delle risorse parrocchiali in un’epoca di cambiamenti rapidi. L’arcivescovo di Catania, Mons. Luigi Renna, ha chiuso il ciclo di conferenze con una riflessione profonda sulla “carità pastorale del presbitero in una parrocchia che cambia”. “Cambia non solo il mondo intorno a noi, ma anche quello dentro di noi”, ha dichiarato Renna, richiamando l’attenzione sulla necessità di un continuo discernimento nella formazione del clero.
Una delle serate più toccanti è stata dedicata alle testimonianze di don Gliozzo, parroco emerito, e del suo successore don Belluso. “La Chiesa è per tutti, soprattutto per gli esclusi”, ha ribadito il parroco, sottolineando l’importanza di una pastorale che abbraccia tutti, dai più emarginati agli esclusi sociali. La sua approccio di accoglienza ha dimostrato come sia possibile contrastare la cultura dello scarto attraverso una pastorale di prossimità.
Mercoledì 13 novembre, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di visitare il Monastero dei Benedettini, un luogo ricco di storia e bellezze architettoniche, oggi sede dell’Università degli Studi di Catania. Questa esperienza non è stata solo un pratico intervento formativo, ma ha rappresentato un momento di comunione e fraternità tra i sacerdoti, ribadendo l’importanza di una formazione continua che trascenda il mero sapere.
Questo percorso formativo ha messo in luce non solo le sfide contemporanee che affrontano i sacerdoti, ma anche la loro fondamentale missione di essere “seminatori di speranza” in un mondo in continua evoluzione.