
Ci sarebbe anche il cappellano di bordo di Mediterranea tra gli “spiati” di Paragon
La rete di spionaggio digitale si allarga: la notifica ricevuta da don Mattia Ferrari colpisce il mondo delle ONG
Roma, 24 febbraio 2025 – La denuncia è grave e inquietante: don Mattia Ferrari, cappellano di bordo di Mediterranea Saving Humans, sarebbe stato inserito nella lista di persone spiati attraverso attacchi informatici condotti da entità governative non meglio identificate. La notifica di minaccia, ricevuta dallo stesso Ferrari, è stata emessa da Meta lo scorso 8 febbraio, giorno in cui è giunta una segnalazione analoga a Luca Casarini, noto attivista sociale.
Mediterranea Saving Humans, l’ONG coinvolta nelle operazioni di soccorso in mare, ha reso nota la situazione attraverso un comunicato stampa, mettendo in evidenza che la notifica di Meta si inserisce in un contesto più ampio di spionaggio digitale, che colpisce attivisti e operatori umanitari in tutto il mondo. La notifica fa parte del rapporto ‘Adversarial Threat Report’ di Meta, che ha recentemente identificato e tentato di contrastare le operazioni di spyware operanti nel settore della sorveglianza, con particolare attenzione sull’attività di otto aziende di Italia, Spagna e Emirati Arabi Uniti.
Il rapporto descrive con dettagli preoccupanti le capacità di questi spyware, in grado di accedere a una vasta gamma di dati, dalle informazioni del dispositivo e alla posizione, fino a conversazioni su piattaforme come WhatsApp, Skype e Facebook. Queste tecnologie non solo raccolgono dati, ma possono anche attivare microfoni e fotocamere, creando un quadro allarmante di vulnerabilità per chiunque utilizzi dispositivi digitali.
John Scott Railton, ricercatore senior di The Citizen Lab dell’Università di Toronto, ha commentato l’accaduto, affermando che l’avviso di attacco indica chiaramente una selezione mirata da parte di un’entità governativa. Secondo le sue osservazioni, esiste la possibilità che i contatti di don Mattia possano essere stati a loro volta oggetto di monitoraggio.
Un aspetto preoccupante rilevato da Mediterranea è che l’attacco a don Mattia coincide con la notifiche a Luca Casarini, suggerendo che potrebbero far parte di una strategia più ampia di sorveglianza. Questo porta i rappresentanti dell’ONG a chiedere ulteriori indagini per comprendere l’estensione e la complessità di queste operazioni.
Le ricerche condotte da Meta sull’ecosistema di sorveglianza mostrano che molteplici tecnologie di spionaggio possono essere parte di una catena operativa di "Ricognizione, Ingaggio e Sfruttamento". Queste rivelazioni devono spingere a una riflessione su quali strumenti possano essere stati utilizzati per attuare tali operazioni di spionaggio governativo, un’operazione che pone interrogativi fondamentali sulla sicurezza e la privacy di chi, come don Mattia, opera in favore dei diritti umani.
In conclusione, Mediterranea ricorda che don Mattia non agisce in qualità di singolo operatore, ma come parte di una rete più ampia di operatori che collaborano in piena sintonia con le autorità ecclesiastiche. La comunità è quindi chiamata a vigilare e a difendere la libertà e la sicurezza di coloro che si battono per la giustizia e i diritti umani in condizioni sempre più critiche.