
Milano, incendio al carcere Beccaria: cinque intossicati in un tentativo di rivolta
Milano, 24 marzo 2025 – Scoppia un incendio nel pomeriggio presso il carcere minorile Beccaria, in quella che si presenta come un’azione di rivolta da parte di alcuni detenuti. Il rogo è divampato al secondo piano dell’istituto penale, innescato dall’incendio di alcuni materassi. Per far fronte all’emergenza, sette mezzi dei Vigili del Fuoco sono stati prontamente inviati sul posto, riuscendo a domare le fiamme.
I soccorsi hanno determinato che fra le persone intossicate ci sono due minorenni, due agenti penitenziari e un medico. I due ragazzi, respiratisi i fumi prodotti dalla combustione, sono stati portati in osservazione dai sanitari del 118, ma fortunatamente le loro condizioni non destano preoccupazione.
Richieste di revisione del sistema penitenziario
Il grave incidente ha riacceso il dibattito sulla gestione e le condizioni all’interno delle carceri minorili. I sindacati di polizia penitenziaria hanno richiesto a gran voce una riforma profonda del regime di detenzione. “Era un errore innalzare l’età dei reclusi nelle carceri minorili”, afferma Donato Capece, Segretario Generale del Sappe, criticando l’assenza di sicurezza e di controllo. La presenza di detenuti adulti ha portato a comportamenti prepotenti e arroganti, influenzando negativamente i più giovani.
Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato Polizia Penitenziaria (S.PP.), ha fornito dati allarmanti: alla fine del 2024, circa il 70% dei giovani detenuti entrava per custodia cautelare, con una permanenza media inferiore ai 100 giorni. “È fondamentale differenziare i reclusi per età e implementare programmi personalizzati per ciascun giovane detenuto,” sottolinea, invitando all’urgente riorganizzazione delle strutture destinate ai minori.
Critiche politiche e necessità di riforme
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza per Fratelli d’Italia, ha messo in dubbio l’efficacia del sistema educativo attuale nel carcere, sottolineando che “le punizioni dovrebbero essere rieducative, ma assistiamo a comportamenti delinquenziali anche all’interno delle strutture.”
Anche Riccardo De Corato, deputato e membro della Commissione Parlamentare Antimafia, ha espresso preoccupazione. “Abbiamo visitato il carcere Beccaria e constatato che i detenuti vivono in condizioni decorose, ma il problema persiste.” Ha destato particolare attenzione la presenza di detenuti stranieri non accompagnati, molti dei quali ritornano a delinquere una volta rilasciati.
In un clima di tensione e insoddisfazione, l’incendio del carcere Beccaria evidenzia non solo le criticità di un sistema carcerario in difficoltà, ma solleva interrogativi urgenti sul futuro della detenzione minorile in Italia e sulle misure necessarie per garantire sicurezza e rieducazione ai giovani detenuti.