Corinaldo, la Laurea di Cavallari e la Risposta dell’Università di Bologna
BOLOGNA – È stata una settimana intensa per l’Università di Bologna, in seguito alla fuga di Andrea Cavallari, condannato per la strage di Corinaldo, subito dopo la sua laurea in giurisprudenza. Il rettore Giovanni Molari ha chiarito che la decisione di garantire una scorta durante la cerimonia di laurea non spetta all’Ateneo, bensì al magistrato di sorveglianza.
In un incontro con la stampa, Molari ha sottolineato l’orgoglio dell’Università per il suo impegno nel polo universitario penitenziario, dove le sessioni di laurea si sono svolte anche all’interno delle carceri. “Questo è un percorso di cui andiamo orgogliosi perché permette di trasformare la detenzione in riabilitazione e recupero sociale,” ha affermato.
Cavallari aveva completato la sua sessione di laurea giovedì scorso, ma da quel momento ha fatto perdere le proprie tracce. Il rettore ha evidenziato che, negli ultimi anni, sono stati registrati diversi casi di lauree con scorta, ma l’Ateneo non ha responsabilità diretta su tali decisioni. In questo contesto, Molari ha evidenziato che l’Università sta offrendo un’opportunità a circa 60 studenti all’interno delle carceri, di cui un terzo iscritti a Giurisprudenza.
Nonostante le sfide della gestione educativa in carcere, Molari ha sottolineato che circa il 50% di questi studenti riesce a completare gli studi presso l’Università di Bologna, mentre gli altri devono interrompere o trasferirsi in altre strutture. “La gestione non è semplice; affrontiamo diverse difficoltà, soprattutto per quanto riguarda i trasferimenti di dati,” ha aggiunto.
Di fronte a questo episodio, il rettore ha escluso la possibilità di un danno d’immagine per l’Università, sostenendo che non vi è alcuna correlazione tra la laurea regolarmente conseguita e la fuga di Cavallari. “Non vedo alcuna interazione con ciò che si fa all’interno dell’Università,” ha concluso.
In conclusione, l’Università di Bologna prosegue nel suo impegno per l’educazione e la riabilitazione anche in contesti difficili, confermando la sua posizione di responsabilità sociale. La situazione continua a suscitare attenzione, ma l’Ateneo sembra determinato a mantenere il proprio corso e a supportare gli studenti, indipendentemente dal contesto.