Il Consiglio Comunale di Palermo in Contrasto sulla Toponomastica Femminile
Nel corso della seduta del Consiglio comunale di Palermo, è emersa una forte contestazione riguardante le recenti decisioni della Commissione toponomastica. Le consigliere Mariangela Di Gangi (Partito Democratico) e Giulia Argiroffi (OSO) hanno espresso la loro insoddisfazione per il modo in cui sono state gestite le intitolazioni a figure femminili importanti per la storia e l’identità della città.
Il Consiglio Comunale Esautorato
Le due consigliere hanno denunciato come il Consiglio sia stato di fatto esautorato dalle scelte della Commissione. “Le decisioni assunte non risultano coerenti con il mandato espresso dal Consiglio e mortificano un percorso politico già avviato,” hanno affermato. Questa critica è particolarmente incisiva se si considera che il 31 dicembre 2024 era stato approvato all’unanimità un Ordine del Giorno dedicato all’intitolazione di spazi pubblici a donne palermitane, in occasione del 400° anniversario del ritrovamento delle spoglie di Santa Rosalia.
Comunicazioni Mancanti e Scelte Inadeguate
Le consigliere hanno messo in luce il fatto che le notizie su nuove intitolazioni siano arrivate esclusivamente attraverso post sui social media, senza alcuna comunicazione ufficiale. La mancanza di atti formali rende la situazione ancora più preoccupante: “Scelte importanti come quelle di intitolare il giardino antistante la chiesa di San Francesco di Paola a Nilde Iotti non dovrebbero avvenire in questo modo,” hanno dichiarato.
Inoltre, hanno sottolineato che l’intitolazione di aree marginali come giardini o padiglioni abbandonati a donne illustri danneggia la memoria storica di queste figure, anziché celebrarla. “Non rende giustizia alle figure che si vorrebbero ricordare,” hanno proseguito, evidenziando che solo il 5% della toponomastica è al femminile.
Un Appello alla Coerenza
In un contesto già complicato, le consigliere hanno anche richiesto una valutazione sulla permanenza nel ruolo di un membro della Commissione toponomastica a seguito di affermazioni inadeguate riguardo alla tragedia di Gaza. Hanno ribadito “l’importanza della coerenza tra i valori della città e le scelte di chi decide sulla memoria pubblica.”
Infine, resta irrisolta la questione dell’intitolazione a Rosi Castellese, su cui le due consigliere attendono ancora un pronunciamento chiaro. “La toponomastica è una questione che riguarda il rapporto tra istituzioni e città,” concludono, richiedendo un intervento immediato dell’assessore Cannella per ripristinare il rispetto dell’Ordine del Giorno approvato dal Consiglio comunale.
La situazione attuale sulla toponomastica femminile a Palermo evidenzia una tensione fra politiche di inclusione e l’operato concreto delle istituzioni, un tema che si rivela sempre più cruciale nella battaglia per una memoria collettiva che onori le donne.