Bassetti rivela il segreto oscuro dei virologi-star | Perché l’Italia non riconosce più i veri medici?

Bassetti: "Ultimo sopravvissuto dei virologi-star, cambia la percezione sociale dei medici"

ROMA – Matteo Bassetti, noto virologo, si racconta in una recente intervista pubblicata dal Corriere della Sera, in cui tocca argomenti delicati come cambiamenti nella professione medica e il suo personale viaggio attraverso la pandemia. “Sono l’ultimo sopravvissuto dei virologi-star”, afferma, mentre riflette sulla sua carriera e sulla trasformazione della figura del medico nella società contemporanea.

Durante la pandemia, Bassetti ha acquisito notorietà, affrontando le sfide di un’epoca critica sia per la salute pubblica che per il riconoscimento sociale dei professionisti del settore. “Una volta in Italia l’upper society era fatta da medici, avvocati, professionisti”, lamenta. “Ora sei considerato se fai lo YouTuber. Non c’è più riconoscimento sociale.” Per Bassetti, è essenziale ripristinare l’attrattiva delle specialità mediche, facendo appello a un cambiamento nelle condizioni di lavoro.

Il virologo non manca di riflessioni personali sul suo percorso formativo, evidenziando come la pandemia abbia influenzato la sua empatia nei confronti dei pazienti. “Anch’io sono cresciuto con l’idea che bisognasse apparire freddi”, racconta. “Sono cambiato con la morte di mia madre durante il Covid.” Questo tragico evento ha immortalato in lui una nuova consapevolezza sulla necessità di un’approccio umano nella medicina, un aspetto fondamentale che, secondo lui, ha spesso latitato nella formazione dei medici.

Nel corso dell’intervista, Bassetti non si esime dall’affrontare il tema delle sue interazioni con i colleghi. “Con Crisanti ci facevano litigare in tv per lo share”, rivela, accennando alla spettacolarizzazione del dibattito scientifico. Oggi, i rapporti sembrano essere migliorati, ma al virologo non sfugge il fatto che molti dei suoi colleghi non abbiano vissuto l’esperienza diretta con i pazienti. “Palù è un fenomeno in laboratorio, ma non ha mai visto un malato. Pregliasco è un professore di Igiene. Io alla sera quando andavo in tv, riferivo quello che avevo visto in reparto.”

Parlando di colleghe come la virologa Viola, Bassetti non nasconde le sue critiche. “È una donna piacente, ma non ha background”, sottolinea, evidenziando la sua posizione in merito alle competenze necessarie nell’ambito delle malattie infettive.

Infine, il virologo riconosce di ricevere molte attenzioni, in particolare dalla comunità maschile sui social media. “Ho sempre rifiutato proposte per lanciarmi in altre direzioni”, afferma con decisione. “Ho sudato tanto per arrivare dove sono e dovrei mollare tutto per un favore politico?”

In un contesto in cui la figura del medico è sottoposta a una costante evoluzione, Matteo Bassetti si erge come testimone di un cambiamento profondo nel panorama sanitario e sociale italiano. Le sue dichiarazioni offrono uno spaccato prezioso su ciò che significa essere un medico oggi, in un’epoca in cui il riconoscimento sociale e l’umanità sembrano sempre più importanti.