UniversitĂ  di Messina: Seminario su Stato di Diritto e CriminalitĂ  Mafiosa

“Stato di diritto e criminalità mafiosa” al centro del dibattito del 3° seminario del Centro Studi sulle Mafie

Il 4 maggio, l’Aula Cannizzaro dell’Università di Messina ha ospitato il terzo seminario organizzato dal Centro Studi sulle Mafie. Il tema centrale del dibattito è stato “Stato di Diritto e criminalità mafiosa”, un argomento cruciale per comprendere le dinamiche tra istituzioni democratiche e criminalità organizzata.

Il seminario è stato guidato dal Prof. Giovanni Moschella, Ordinario di Diritto Costituzionale e Pubblico, e dal Dott. Andrea Patanè, Ricercatore di Diritto Costituzionale e Pubblico. Moderato dal Prof. Alessandro Morelli, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche, l’incontro ha offerto un’analisi approfondita delle sfide che la criminalità mafiosa pone ai principi costituzionali.

Nel suo intervento, il Prof. Moschella ha sottolineato l’importanza di porre limiti a ogni forma di potere, sia pubblico che privato. Secondo il docente, la criminalitĂ  mafiosa minaccia le fondamenta della democrazia, mettendo a repentaglio valori essenziali come l’uguaglianza sostanziale, il pluralismo e le libertĂ  economiche. Ha preso in considerazione l’evoluzione normativa relativa alla lotta contro la mafia, citando in particolare la legge Rognoni-La Torre, che ha introdotto il reato di associazione mafiosa, e la legge 109/1996, che promuove il riutilizzo sociale dei beni confiscati. Moschella ha concluso evidenziando l’efficacia di questi strumenti, sostenuta da un’indagine condotta dall’UniversitĂ  di Catania.

Dall’altro canto, il Dott. Patanè ha portato l’attenzione su un aspetto meno noto: la presenza della criminalitĂ  mafiosa anche nel Nord Italia, con dati specifici provenienti da Bergamo. Questo scenario, solitamente associato al Sud del Paese, conferma che la mafia non conosce confini geografici. Tuttavia, Patanè ha evidenziato una criticitĂ  giuridica significativa: la difficoltĂ  di provare la condizione di assoggettamento della vittima, necessaria per riconoscere il reato di cui all’art. 416-bis.

In conclusione, il seminario ha sollevato una riflessione importante sull’opportunitĂ  di aggiornare la legislazione vigente, sottolineando la necessitĂ  di trovare un equilibrio tra la tutela dei diritti fondamentali e l’efficacia delle misure repressive. Un equilibrio che rappresenta una delle sfide piĂą grandi per lo Stato di diritto contro la minaccia della criminalitĂ  organizzata.