Comunicazione e Responsabilità: Le Riflessioni di Don Arturo Grasso per la Giornata delle Comunicazioni Sociali
In occasione della 60ª Giornata delle Comunicazioni Sociali, che si celebra nella solennità dell’Ascensione, Don Arturo Grasso, Direttore dell’Ufficio regionale per la Cultura e le Comunicazioni sociali, ha invitato a riflettere sul significato profondo della comunicazione e sulla responsabilità di chi comunica. La giornata, fissata per domenica 17 maggio, pone l’accento sull’importanza di un linguaggio consapevole ed etico.
“Informare non è mai un gesto neutro,” ha affermato Don Grasso, sottolineando che le parole hanno il potere di costruire o distruggere, di creare chiarezza o confusione. In un’epoca in cui l’informazione corre veloce, è cruciale considerare il peso di ciò che si comunica. Con l’ascesa dell’intelligenza artificiale, i rischi si moltiplicano, rendendo necessaria una maggiore attenzione.
“Nessuna tecnologia potrà sostituire la serietà professionale,” ha spiegato, evidenziando il valore della competenza e della verità. L’era digitale ha aperto opportunità senza precedenti, ma ha anche frainteso il ruolo del giornalista, creando illusioni tra i giovani aspiranti comunicatori.
Don Grasso ha avvertito che “comunicare non è avere un titolo da esibire, ma è svolgere un impegno da esercitare con competenza, etica e responsabilità.” Questa affermazione è un richiamo a riscoprire una comunicazione seria e rispettosa, in contrapposizione a un panorama mediatico spesso segnato da linguaggi aggressivi e polemiche sterili.
In tal senso, è necessario promuovere una comunicazione onesta, che favorisca la comprensione reciproca. Chi comunica ha il potere di accendere conflitti o costruire ponti di dialogo, e ogni parola scelta con cura può diventare un fattore di pace sociale.
“Abbiamo bisogno di meno rumore e più sostanza, meno scorciatoie e più preparazione,” ha concluso Don Grasso, esortando a un cambiamento di paradigma nel modo in cui ci relazioniamo e comunicamo. La responsabilità individuale e collettiva è fondamentale per tornare a una comunicazione che rispetti la verità e la dignità umana.
La giornata di domani rappresenta un momento cruciale per ripensare il nostro approccio alla comunicazione e un’opportunità per costruire un futuro dove le parole siano veicoli di pace e comprensione.